1899 -
L'idea di costituire un movimento giovanile che sfruttasse a scopo
educativo la
tendenza dei ragazzi all'avventura, venne a Sir Baden Powell
( 1875-1941
) durante la guerra anglo-boera nella difesa di Mafeking: un corpo di
cadetti
presi tra i ragazzi presenti nella cittadella servì da portaordini e in
altre
necessità pratiche. Sir Baden Powell pensò fin d'allora di fondare un
movimento di giovani nel quale fossero sviluppate le qualità
dell'esploratore.
1907 -
Tornato in patria scrisse " Scoutismo per ragazzi "
in modesti
fascicoli bimestrali in cui vengono esposti gli elementi basilari del
nascente
movimento. I fascicoli vanno a ruba in breve tempo e si deve ricorrere
a una
ristampa. Nella isola di Brownsea, con 20 ragazzi, avviene la prima
esperienza
concreta di campo scout: successo strepitoso.
Lo
scoutismo cominciò a svilupparsi in Italia all’inizio del Novecento. I
primi
esperimenti avvennero nel 1910 a Bagni di Lucca, in Toscana, e a
Genova, con i
“Ragazzi esploratori italiani”.
Gli
esperimenti si ripeterono un po’ dappertutto, ma la prima vera
organizzazione
con riconoscimento internazionale fu il CNGEI (Corpo nazionale dei
giovani
esploratori italiani e Unione nazionale delle giovinette esploratrici),
fondato
nell’ottobre del 1912. È un’associazione a cui possono aderire ragazzi
e
ragazze di qualsiasi religione.
Nel
1916 nacque invece l’ASCI, dal metodo fortemente
simile a quello del Cngei, ma
di ispirazione cattolica. Le due associazioni si svilupparono
progressivamente
finché non incapparono negli ostacoli del fascismo, che non ammetteva
esperienze educative non controllate dal proprio partito. Dal 1927,
una serie di
decreti governativi sempre più duri contro lo scoutismo costrinse con
la forza
le associazioni a sciogliersi.
Ma
non tutti gli scout accettarono queste violenze e formarono delle
squadriglie,
le “Aquile randagie”, che continuarono clandestinamente l’attività
scout
tra mille pericoli. Alcuni di questi scout, durante la guerra di
Liberazione,
dopo il 1943, entrarono a far parte delle formazioni partigiane, e vi
fu chi
venne ucciso.

Nel
1943, ancora durante la guerra, venne fondata
l’AGI (Associazione guide
italiane), la corrispondente femminile dell’Asci, sempre di ispirazione
cattolica.
Con
gli anni cinquanta, lo scoutismo riprese vita: in ogni città si
rispolverarono
le vecchie uniformi, molti gruppi scout ricominciarono a fare uscite e
campi, ma
soprattutto nacque una miriade di nuovi gruppi. Tutte le diverse
associazioni
conobbero una ripresa costante.
L’avvenimento
forse più rilevante nella storia dello scoutismo italiano avvenne nel 1974,
quando l’Asci e l’Agi decisero di fondersi, creando un’unica
associazione
composta di ragazzi e ragazze, che si sforzò di conservare le
tradizioni
migliori di entrambe, e che prese il nome di Agesci.